Murales

Dale H Grimshaw (2018)

Il lavoro di Dale è coraggiosamente figurativo e si ispira al suo forte spirito umanitario. Tuttavia questo messaggio politico viene sempre raggiunto con enfasi, suscitando potenti emozioni attraverso una profonda empatia per i suoi soggetti.
Da anni tratta il tema delle piccole comunità tribali che, strenuamente, difendono il loro territorio e le loro tradizioni da coloro che professano civiltà ma ricercano solo lucro.
Dale è stato uno dei protagonisti di Bag Out 2018.
II suo murale a Lioni ci esorta a resistere e combattere per una terra docile e indifesa che ci vede andare via ma che invece vorrebbe di trattenerci.

Giovanni Perna (2018)

Giovanni Perna (1986) è di Lioni, alla sua prima partecipazione come artista al festival di street- art.
Il suo murale è un concentrato di emozioni che le sue parole meglio di chiunque altro sanno descrivere.
L’emigrazione territoriale è una questione che mi tocca in prima persona ed ho pensato, con questo murale, ad un augurio per le nuove generazioni.
Auguro di trovare tutto quello che cercano nel nostro territorio o comunque di guardare al futuro con la consapevolezza di avere un punto di riferimento, ‘casa’.”
Siamo davvero soddisfatti di aver avuto il suo contributo in questa edizione, cha ha avuto come tema proprio l’emigrazione, primo per la sua arte poi per la persona che è.
Le ragioni che lo hanno spinto fare il suo murale sono quelle che ci piacciono. Stimoli che partono dal cuore e dalla testa che parlano con il territorio e chi lo abita.

Case Maclaim (2018)

In Viale Città Gemellate. Case è stato il primo artista di Bag Out 2018. Ha passato un intero giorno a Lioni cercando l’ispirazione per la sua opera. Ha conosciuto persone, visitato luoghi, passeggiato tra piazze e vicoli incontrando i passanti di questo territorio.

"Por Angelo!" - Mohamed Lghacham (2018)

In Via Iannaccone.
Mohamed L’Ghacham (1993) è un pittore e muralista di Mataró (Barcellona), nato a Tangeri (Marocco).La sua opera a Lioni ha il titolo “Por Angelo!” , in onore dell’artista lionese Angelo Garofalo, a cui è intitolata la Biennale.
Con il tema “Passanti” nell’edizione Bag Out 2018 si è voluto parlare di persone, del rapporto col territorio, dei legami che già esistono e di quelli che si creano e l’artista con questa scena familiare riesce a sintetizzare perfettamente il tutto. Ogni elemento ha il suo scopo. La metafora della riunione di famiglia, del brindisi, del ricordo.

“Nostalgia” – Antonio Sena (2017)

E’ stato nel 2017, nell’intervento di riqualificazione dell’area Terminal Bus, che il comune di Lioni ha commissionato ad Antonio Sena, artista locale ed autore di diversi murales, la realizzazione di un’opera sulla parete della struttura dell’Autostazione.

Il murale è ispirato dal viaggio, dalle partenze e dagli arrivi. I pensieri, le parole che riecheggiano sono quelle dei nostri emigranti che hanno abbandonato queste terre in cerca di fortuna altrove, ma che strenuamente mantengono un legame con le terre dell’osso.  L’opera si colloca tra “art-brut” e “naive”.

"Crollo" - Daniel Eime (2016)

Via Alessandro Manzoni, 5. “Crollo” è l’eloquente titolo scelto dall’artista portoghese Daniel Eime per il suo murale a Lioni. Instancabile, Daniel ha lavorato nel cuore della cittadina lasciandosi ispirare dalla tragedia del terremoto del 1980.

Sebas Velasco (2016)

Sebas Velasco Navarro è un artista spagnolo nato a Burgos nel 1988. 

Sebas ha partecipato all’edizione di Bag Out 2016, ha trascorso una giornata con il team organizzativo del festival tra le strade del paese e della campagna di Lioni, osservando e lasciandosi ispirare dagli incontri e dalle scene di vita quotidiana. Genuinità, verità e malinconia per un murale d’impatto che parla di un paese fortemente legato alle tradizioni e di chi lo abita.

Manolo Mesa (2016)

Dalla provincia di Cadice, in Adalusia, arriva a Bag Out 2016 l’artista Manolo Mesa (1989).

Manolo ha scelto il soggetto del suo murale durante una passeggiata in campagna, il suo primo giorno a Lioni. Nei giorni della sua permanenza si è mescolato  tra gli abitanti, ha familiarizzato con i luoghi e con la comunità di Lioni.
Il suo murale si pone in continuità con quello realizzato dal collega spagnolo Sebas Velasco durante la stessa edizione del festival ed è un inno autentico e colorato alla vita ed alle tradizioni del nostro territorio rurale.

"Las Falutistas"- Milu Correch (2016)

Via Stampa. “Las Falutistas” rappresenta una reinterpretazione del mito dei Titani, la forza primordiale del mondo ancora vergine della forza regolatrice degli dei. Le due flautiste della Banda e il concetto di suono che si propaga, raccontano una “nuova favola sul terremoto”.

Hyuro (2016)

Hyuro (Buenos Aires, 1974).

Quelle di Hyuro sono opere dalle atmosfere intime, introspettive, in cui paure, angosce e speranze della società contemporanea si manifestano attraverso la rappresentazione minimale e surreale di figure acefale, elementi simbolici, sequenze esistenzialiste, epifanie.

A Lioni, nell’agosto del 2016 ha realizzato un’interessantissima opera ispirata alla ricostruzione architettonica e sociale del nostro paese, non a caso sulla parete di uno dei pochi edifici rimasti in piedi nel 1980.
Ancora una volta qualcuno solleva la città.

Moneyless (2016)

Via S. Bernardino, 11. In questa opera si esprime a pieno la connessione intima dell’arte pittorica con l’architettura sintetizzata in campiture a tinta unita che disegnano e rimodellano la facciata

Via S. Carlo, 8. Il murale “La fontana de lo ruospo” è stato realizzato durante l’edizione della Biennale Garofalo del 2014, nel quartiere delle “Caselle”, uno dei più antichi e popolosi di Lioni. Rappresenta “la fontana de lo ruospo” , uno di quegli elementi distintivi che rimangono impressi nella memoria di chi ha vissuto quei luoghi.
Secondo la leggenda la fontana era custodita da un rospo che pretendeva un bacio dalle giovani donne che andavano a riempire “lo chingo” alla fonte. Il murale è un omaggio a quel ricordo: con la ricostruzione post-sisma la fontana non esiste più

"L'Infinito negli occhi" - Millo (2014)

Francesco Camillo Giorgino è un artista italiano noto come Millo. Dipinge murales di grandi dimensioni che ritraggono amichevoli abitanti che esplorano il loro ambiente urbano. Millo usa semplici linee in bianco e nero con tocchi di colore quando necessario, e spesso incorpora elementi di architettura nei suoi quadri a più piani.

Ha preso parte a diversi festival di arte di strada ed eventi d’arte ONG in tutto il mondo. Ha dipinto in Cina, Australia, Thailandia, Argentina, Cile, Marocco, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Olanda, Polonia, Lituania, Bielorussia, Ucraine e, naturalmente, l’Italia.
Le sue opere sono state esposte a Londra, Rio de Janeiro, Chicago, Milano, Roma, Firenze e altro ancora.
Nel 2014 ha vinto il concorso B.Art che gli ha permesso di dipingere 13 murales a più piani nella città di Torino.

Nel Luglio del 2014 ha realizzato a Lioni “L’infinito negli occhi”.

Caranese, Di Filippo (2014)

Corso Umberto I, 25

"Storia del cinema" - Caranese, Sena (1999)

Il murale fu realizzato nel 1999 da Carlo Caranese ed Antonio Sena, entrambi di Lioni ed entrambi giovanissimi.
In quell’anno la ProLoco di Lioni organizzò un contest di muralismo con il tema “cinema”, coinvolgendo tanti giovani e writers locali.
Il disegno rappresenta una pellicola che ripercorre la storia del cinema; ogni frame, infatti, raffigura un film che ha segnato una decade.
Il riferimento alla pellicola non è casuale, ma è un richiamo al luogo in cui è possibile ammirare il murale, infatti lì di fronte si trovava il Cinema nuovo, storico cinema lionese, prima del sisma del 1980.
Il murale si è conservato intatto.