Santa Maria del Piano

Il Santuario di Santa Maria del Piano è un luogo di culto molto caro alla Comunità lionese, che qui venera, il 2 luglio di ogni anno, la Vergine Maria con il titolo di Madonna delle Grazie. Questa festa religiosa è preceduta da un novenario di preghiera, che inizia il 23 giugno e che vede ogni mattina, all’alba, un gruppo nutrito di fedeli, perlopiù donne, partire in pellegrinaggio dal paese, recitando lungo il tragitto antiche preghiere, per raggiungere l’antica chiesa dove partecipare alla liturgia eucaristica.

Storicamente l’insediamento religioso è legato all’antica comunità di Oppido, di cui costituiva il luogo di culto principale. L’edificio originario, situato perpendicolarmente all’attuale e quasi interamente crollato a seguito del terremoto del 1980, risaliva al XIV secolo ed era stato realizzato, tra l’altro, anche con materiale di spolio di epoca romana, come ancora è possibile costatare dalla composizione dell’unica parete scampata alla furia sismica e visibile nel locale dell’attuale sacrestia.

Sopra la Cappella primitiva, in epoca imprecisata, furono costruite due stanzette, alle quali si accedeva tramite una scala esterna in pietra.  Con molta probabilità questi ambienti furono adibiti, nel 1656, a Lazzaretto per i malati di peste. Infatti dal Registro dei Morti conservato nell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria Assunta, ricaviamo la notizia che il 9 luglio 1656 un tal Ferrante Ricca “ per essere venuto da Napoli appestato morì dentro Santa Maria del Piano seu della Grazia” e il suo corpo fu sepolto nel sagrato della Cappella.

Nel 1785 fu costruito l’attuale edificio di culto, che conserva al suo interno il notevole gruppo statuario ligneo raffigurante la visita della Vergine Maria a Santa Elisabetta, probabilmente di epoca tardo settecentesca, se non proprio della prima metà del secolo successivo. Le due figure femminili, scolpite a tutta altezza, sono abilmente raffigurate nel momento del saluto, dopo l’incontro iniziale, in un gioco di sguardi e movenze delle mani quanto mai interessante.

Degne di nota sono pure le altre due statue conservate nel luogo sacro, realizzate entrambe in cartapesta nel corso del XX secolo. L’una raffigura Gesù Santissimo Salvatore, nelle sembianze di un giovinetto adolescente, a imitazione del simulacro venerato nell’omonimo Santuario di Montella; l’altra ritrae la Madonna Incoronata di Foggia, con ai piedi, inginocchiato, il contadino Strazzacappa, al quale la Vergine apparve, secondo le cronache, nel 1001, tra le fronde di una quercia, nel bosco di Cervaro presso Foggia. E’ opera di un cartapestaio pugliese, che la realizzò negli anni settanta del secolo scorso su commissione dell’Arciprete di Lioni, don Antonio Calvanese, in sostituzione di una statua più antica in legno, rubata in quel periodo.

Con molta probabilità questi ambienti furono adibiti, nel 1656, a Lazzaretto per i malati di peste.

Degno di nota è anche il crocifisso, in legno di quercia e dallo stile goticheggiante che rimanda a manufatti di area nord europea, collocato sulla parete di fondo, opera di uno scultore polacco che lo scolpì nel 1991, in occasione della riapertura al culto dell’edificio, il 1 giugno di quell’anno, dopo i restauri conseguenti il sisma del 1980. Questi lavori di restauro hanno permesso non solo di recuperare l’aula sacra secondo la spazialità originaria, mettendo in risalto la pregevole capriata lignea, ma anche di ricostruire, secondo la volumetria originaria, gli ambienti del complesso sacro interamente crollati, ovvero il vano della cappella originaria ( oggi adibito a sacrestia ), le stanze soprastanti e il campanile a vela, sul quale è stata ricollocata l’antica campana datata 1512.

Purtroppo con la rimozione delle macerie sono andati perduti preziosi frammenti, anche con iscrizioni, documentati precedentemente al terremoto, nelle pareti di queste strutture. Il giorno 8 settembre 2018, con decreto dell’Arcivescovo Pasquale Cascio, la Chiesa di Santa Maria del Piano è stata elevata alla dignità di Santuario Diocesano.